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Storia

La storia dell’Ischia, come tutti amiamo chiamare la storica formazione che veste in gialloblu, ha origini piuttosto lontane.

La prima squadra organizzata ufficialmente, di cui si ha memoria, è la Polisportiva Robur, fondata dal prof. Biagio Buonocore nel 1922. Solo 3 anni dopo, grazie alla fusione con la Energea, nacque la Robur et Energea. Un'altra fusione, stavolta con la Pro Ischia, porta alla nascita del Dopolavoro Littorio Ischia, che prende parte ai Tornei Uliciani campani, nei quali – nel 1931 – perde la finale regionale contro il Zona Franca (sul neutro di Bacoli).

LA FGC ISCHIA E LA GIL ISCHIA

Negli anni successivi, il Dopolavoro Littorio si trasforma in FGC Ischia (Fascio Giovanile di combattimento) che, nel 1937, si fonde con l'Opera Nazionale Balilla e fa prendere vita alla GIL Ischia (Gioventù Italiana del Littorio). L'entrata dell'Italia nella Seconda Guerra Mondiale frena le attività calcistiche sull'isola (molti sportivi dovettero partire e recarsi sui teatri del conflitto), ma non la sospese. Infatti, nel 1942/43, la GIL Ischia partecipò al Torneo della XIII Zona (Napoli e provincia), vincendo la doppia finale contro il Campania ed aggiudicandosi la competizione.

ECCO LA AS ISCHIA

A conflitto ormai praticamente terminato, agli inizi del 1945, nasce la AS Ischia, che prese parte al campionato di Prima Divisione, vincendo la finale contro la Cotoniere: il successo consentiva la promozione in Serie C, categoria a cui la compagine ischitana dovette rinunciare perché non aveva ancora un terreno di gioco regolamentare su cui disputare le partite. Nell'anno successivo, ancora in Prima Divisione, la AS Ischia raggiunse di nuovo le finali, ma venne superata prima dalla Turris e poi dal Nola. Al termine del campionato, la AS Ischia è costretta a fermare le sue attività: alcuni dei migliori calciatori (fra cui il mitico Filippo Ferrandino) lasciano l'isola, dove resta un campo non a norma.

Nell'estate del 1947, la triade formata da Biagio Di Meglio, Aniello Sogliuzzo e Antonio Borgogna iscrisse di nuovo la AS Ischia al campionato di Prima Divisione, che venne chiuso però all'ultimo posto. Ancora un "anno sabbatico", poi col ritorno di Filippo Ferrandino (sarà l'allenatore), la squadra venne iscritta – nel 1949/50 – al torneo di Seconda Divisione, che vincerà tornando in Prima. Nel secondo campionato nella categoria, l'AS Ischia ottiene il 6° posto qualificandosi alle semifinali del torneo, ma è comunque ammessa al successivo campionato di Promozione. Inizia un decennio in cui la AS Ischia partecipa a detto campionato, che diventerà Campionato Campano Dilettanti.

L'AS ISCHIA-BAGNOLESE

Verso il finire degli anni '50, la AS Ischia diventa squadra da vertice e, nel 1959/60, è finalmente 1º nel girone B di Prima Categoria Campana, ma perde la finale regionale con la Scafatese per l'ammissione in Serie D. La fusione con l'Ilva Bagnolese, dalla quale acquisisce il titolo sportivo, consente all'A.S. Ischia-Bagnolese di partecipare alla D. La prima stagione nella nuova serie è da dimenticare: arriva la retrocessione in Promozione, dove la squadra militerà nelle successive stagioni. Nel campionato 1964/65, infatti, l'Ischia parte per vincere il campionato e tornare in D: il primo posto in classifica porta i gialloblu alle finali contro Acerrana (battuta 1-0, gol di Salvatore Di Meglio) e Angri (superato solo alla terza sfida per 1-0, gol di Gennaro Illiano).

NASCE LA AS ISCHIA ISOLAVERDE

Le prime nuove stagioni in Serie D sono di sofferenza per la squadra ischitana, ma nel 1966/67 arriva una svolta storica. La fusione con l'Isolaverde (squadra di Promozione) fa nascere la AS Ischia Isolaverde. La compagine isolana, con in panchina Rosario Rivellino, perde il campionato 1970/71 all'ultima partita, contro la Turris, che si garantirà l'accesso alla Serie C. Si arriva, fra alterne fortune, alla stagione 1976/77 (in quella precedente aveva fatto il suo debutto in gialloblu un giovanissimo Franco Impagliazzo): ecco la fusione con la Virtus Colonna (altra squadra di Promozione). La stagione 1978/79 è da dimenticare. L'Ischia Isolaverde retrocede di nuovo in Promozione per via di una peggiore differenza reti con Puteolana, Trebisacce e Mazara, con cui aveva chiuso a pari punti (in stagione fece il suo esordio Giuseppe "Billone" Monti). Servono due anni per tornare in Interregionale. Al termine del campionato 1980/81, infatti, l'Ischia Isolaverde viene ripescata per completare l'organico della categoria (era giunta al 4° posto).

SI APPRODA IN C2, POI SI FA LA STORIA

È la stagione 1982/83, dopo aver fallito di un soffio la promozione in quella precedente, è quella nella quale l'Ischia Isolaverde approda in Serie C2. Allenata da Michele Abbandonato, la squadra gialloblu vince il campionato con 7 punti di vantaggio sul Rifo Sud. La prima stagione nella categoria è buona, infatti arriva un 6° posto. Poi un 10° ed ancora un 4°. Ma è il campionato 1986/87 a restare nella storia. Il mitico ex presidente del Napoli, Roberto Fiore, rileva l'Ischia Isolaverde ed a suon di acquisti la rende una vera e propria corazzata. La squadra, allenata da Rosario Rivellino, giunge seconda dietro al Frosinone nel girone D di Serie C2 ed ottiene la promozione in Serie C1. Un "Vincenzo Rispoli" festante vede - all'ultima di campionato - l'Ischia battere il Rende per 2-0 (reti di Bilardi ed Onorato) e staccare il biglietto per la salita nella terza categoria nazionale.

SI SCENDE, MA SI TOCCA L'APICE

Le prime due stagioni in C1 sono discrete ma, dopo essere stata rilevata dall'imprenditore isolano Bruno Basentini, l'Ischia Isolaverde (che intanto era passata a giocare le sue gare interne al "Mazzella") retrocede in C2 con molti turni di anticipo (stagione 1989/90). La risalita è immediata, con Piero Cucchi in panchina ed un giovane Giovanni Martusciello che si mette in grande evidenza. La stagione successiva in C1 (1991/92) è oltremodo storica: l'Ischia Isolaverde chiude al quinto posto nel girone C, che sarà il massimo punto toccato dal club gialloblu nella storia. Il campionato 1992/93, al termine del quale Franco Impagliazzo lascerà la maglia gialloblu, si chiude con la seconda retrocessione in C2 ,annullata da un ripescaggio ai danni del Messina.

SI SOFFRE, POI IL FALLIMENTO

La stagione 1994/95 è dura. La squadra vede avvicendarsi 3 tecnici e fa pochi punti, ma riesce a salvarsi al termine di un infuocato play out contro il Chieti (3-1 ad Ischia ed 1-1 in Abruzzo). Poi, due stagioni da prima parte della classifica portano l'Ischia Isolaverde al suo annus horribilis. Nell'estate del 1998, un fidejussione risultata falsa fa scomparire l'Ischia Isolaverde dai radar del calcio dopo 75 anni. Sparita l'As Ischia Isolaverde, nasce il Comprensorio Calcistico Isola d'Ischia che, sotto la guida di Franco Impagliazzo, partecipa al campionato di Eccellenza 1998/99. Nella stagione successiva, il club acquisisce la denominazione di AC Ischia.

LA VITTORIA IN COPPA

Dopo un paio di stagioni anonime, si arriva a quella 2003/04, quando Roberto Goveani (un passato da presidente del Torino) rileva il club: arriva la vittoria in Coppa Campania (battuto in finale 2-1 il Gragnano a Palma Campania) e la sconfitta in finale play off di Eccellenza contro il Solofra. Nell'estate del 2005, Bruno Basentini ritorna in auge, acquisisce la società e la rinomina Asd Ischia Benessere e Sport. Al termine del campionato 2005/2006, con Enzo Troiano in panchina ed un gran Enrico Buonocore in campo, i gialloblu ottengono la promozione in Serie D e la vittoria in Supercoppa ai danni del Sant'Antonio Abate.

GLI ANNI IN D

L'estate 2006 è caldissima. Basentini lascia la società nelle mani del Sindaco, ma è Antonio Barile a rilevarla. Nonostante l'addio anche di Buonocore a metà stagione, l'Ischia Benessere e Sport chiude al 5° posto, fallendo i play off per un soffio. Nella stagione 2007/08 il club torna a chiamarsi Ischia Isolaverde poi, in quella successiva, la squadra riesce a chiudere al 5° posto in classifica, qualificandosi per i play off ma perdendoli contro la Nocerina (0-5). La stagione 2009/2010 è quella della mitica salvezza a Bacoli. La compagine gialloblu, allenata da Billone Monti, parte bene ma una crisi societaria porta allo svincolo di tutti i calciatori (in molti andranno via). Presidente diventa Maurizio Marena e la squadra è costretta al play out contro la Sibilla Bacoli. Uno 0-0 al "Mazzella" e la vittoria per 2-1 in terra flegrea, tengono l'Ischia Isolaverde in D. L'estate 2010 fu l'ennesima di grande incertezza. Marena ed il ds Enrico Scotti si fanno da parte, nessuno vuole acquisire la società che finisce nelle mani di un Commissario Straordinario, il giornalista Giovanni Sasso. Prima con Monti (poi esonerato) e poi con Ferruccio Mariani in panchina, arriva comunque la salvezza.

ISCHIA CAMPIONE D'ITALIA

Nel giugno del 2011, un gruppo partenopeo con in testa Nicola Crisano, acquisisce il club e lo rinomina SSD Ischia Isolaverde. La squadra viene affidata a Mimmo Citarelli, poi esonerato a vantaggio di Bruno Mandragora, che la condurrà ai play off, dove sarà sconfitta dalla Casertana. La stagione 2012/13 è quella del ritorno nei professionisti. Passata a Raffaele Carlino, la SS Ischia Isolaverde, con il record di vittorie in un girone di Serie D (27) ottiene la promozione in Serie C2 ed al termine della poule Scudetto (in finale superato il Delta Porto Tolle per 2-1) si laurea Campione d'Italia dei Dilettanti.

LA LEGA PRO UNICA POI IL BARATRO

La stagione 2013/14 è quella dell'approdo in Lega Pro unica, l'ex C1. La SSD Ischia Isolaverde, che passerà a chiamarsi solo SS Ischia IV, termina al 7° posto e viene ammessa nella nuova categoria nazionale. Il campionato 2014/15 è chiuso al 18° posto, ma l'Ischia riesce a battere nel play out l'Aversa Normanna ed a salvarsi. Cosa che non accade nella stagione successiva, chiusa al 19° posto per poi essere sconfitta al play out contro il Monopoli. Le porte della Serie D si riaprono e si chiudono, per inadempienze finanziarie. L'Ischia, di nuovo, non c'è più.

LA RINASCITA

La SS Ischia Isolaverde partecipa, per non cessare l'attività, ai campionati giovanili. Nel frattempo, col titolo del Florigium, nasce la Nuova Ischia, che milita per due stagioni (2015/16 e 2016/17) in Promozione, sfiorando nella seconda l'approdo in Eccellenza. Nell'estate 2017, dopo un maldestro tentativo di prendere un titolo di Eccellenza, il Florigium finisce a Procida ed i tifosi si mobilitano per non far sparire completamente il calcio dal Comune di Ischia. Viene rilevata la Acd Sangennarese, che sarà rinominata Rinascita Ischia Isolaverde, che nell'estate successiva – siamo ai giorni nostri – prenderà il nome di SSD Ischia. La storia continua…

autore
Francesco Leone

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